ARRIVEDERCI AL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Miei carissimi ragazzi,
domani 8 giugno sarà l’ultimo giorno del calendario scolastico dedicato alle lezioni, almeno per le scuole primarie e per la secondaria, mentre i piccolini dell’infanzia proseguiranno le loro attività fino alla fine del mese.
Questo è di solito il periodo delle feste, dei saluti, degli abbracci, anche di qualche lacrima, ma quest’anno così anomalo ci ha sottratto la nostra normalità, ha rivoluzionato le nostre abitudini, ci ha impedito di continuare la nostra vita nei nostri spazi, con i nostri tempi, i nostri ritmi, ci ha tolto un pezzo importante della nostra stessa identità di ragazzi-studenti e di insegnanti-educatori.
La didattica a distanza, che io spesso definisco di emergenza, ci ha permesso di non perdere completamente i contatti, di mantenere una continuità di relazioni, sia pure virtuali, di proseguire il nostro percorso formativo. Ma tutti noi sappiamo che la scuola non è fatta solo di programmi e conoscenze, non è solo questo, la scuola è fatta soprattutto di persone, di presenze, di interazioni, di sguardi, incoraggiamento, condivisione, di vita ed emozioni reali, non mediati dagli schermi. Da febbraio abbiamo invece dovuto adattarci all’isolamento e ai limiti imposti dall’emergenza sanitaria e il mio grazie va quindi a tutti voi, ragazzi, genitori, insegnanti, che con il vostro impegno e i vostri sforzi siete riusciti a realizzare un’esperienza diversa di scuola, mettendovi in gioco e acquisendo comunque competenze anche inaspettate, un’ esperienza perciò stesso positiva.
Speriamo tuttavia di ritrovare al più presto la nostra normalità, di ritornare a settembre tra i banchi, in sicurezza e serenità, di riprendere il nostro cammino insieme. Prima di congedarci, però, voglio dedicare ancora un pensiero e un saluto a tutti voi, ma specialmente ai ragazzi delle quinte primaria e delle terze secondaria, attesi, questi ultimi, ancora da un appuntamento, la presentazione del loro elaborato in sostituzione dell’Esame (a proposito, come si dice, in bocca al lupo!): voglio credere che a settembre troveremo tempo e luogo per ritrovarci e per condividere dal vero il saluto e il commiato dai compagni e dagli insegnanti che avevamo già programmato e che non abbiamo potuto celebrare come volevamo. Ho preso questo impegno che onorerò appena possibile, d’accordo con il Consiglio di Istituto, perché non sarebbe giusto sottrarvi anche questo momento.
Dunque, miei carissimi ragazzi, domani immaginatelo il suono di quella campanella che segnerà la fine delle lezioni, facciamolo insieme, e saremo ancora noi della Tommaso Grossi.
Buona estate e arrivederci!
La “preside”, come tutti voi continuate a chiamarmi (e ne sono felice!)


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