DIDATTICA A DISTANZA E NON SOLO. FACCIAMO IL PUNTO – MESSAGGIO DEL DS
A distanza di una settimana dall’avvio di un assetto più strutturato delle attività didattiche a distanza, è necessario fare alcune precisazioni, anche per spiegare difficoltà e disagi incontrati.
Dopo la settimana dal 24 febbraio al 1° marzo, in cui la scuola, tutte le scuole, erano chiuse, per cui non accessibili a nessuno, si è passati all’attuale stato di sospensione delle attività in presenza, che proseguirà fino al 15 aprile, secondo quanto previsto dall’ordinanza regionale n. 514. Al momento non sappiamo se sarà ulteriormente prorogata, né cosa sarà previsto per la conclusione dell’anno scolastico, scrutini ed esami compresi. Ma vi terremo aggiornati.
Anticipando quanto poi previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo, la didattica a distanza è stata attivata fin dal 2 marzo, nell’unica forma e attraverso l’unico canale in quel momento attivo, il registro e il quaderno elettronici. Quando poi ci siamo resi conto che per facilitare i contatti con gli insegnanti era necessario l’accesso a molte piattaforme, da un lato abbiamo richiesto le relative autorizzazioni, per inviare le quali si sono verificate tante criticità, e dall’altro abbiamo fatto in modo di unificare tutto attraverso l’attivazione di un unico ambiente didattico flessibile e potente, Microsoft Office, di cui sono state fornite le credenziali lunedì scorso.
Non è stato facile, nessuno di noi era pronto, non avevamo metodologie, formazione, competenze specifiche, non abbiamo assistenti tecnici come alle superiori, né è possibile richiedere ai docenti un impegno professionale pari a quello in presenza: come tutti i dirigenti scolastici sono, da questo punto di vista, costantemente richiamata dai sindacati al rispetto dei termini contrattuali (che non ci sono, vista la situazione anomala in cui ci troviamo, ma tant’è), delle prerogative sindacali e della libertà di insegnamento. Non a caso nel decreto c’è scritto i dirigenti attivano (nel senso che mettono a disposizione strumenti, propongono modalità, coordinano le attività, per quel che possono) e non i docenti svolgono: dobbiamo confidare nella disponibilità (tanta), nella buona volontà (tantissima), nell’etica professionale e soprattutto nella passione e nell’amore per il proprio lavoro (nella maggior parte dei casi smisurati).
Alcuni aspetti esulano però dalla mia competenza e dall’autonomia concessa alle Istituzioni Scolastiche (come ad esempio il calendario scolastico regionale). Il mio compito è rispettare e far rispettare le norme, e lo faccio cercando di mettermi nei panni dei genitori, così come cerco di mettermi in quelli dei docenti, anche se, per me, gli unici che davvero devono essere considerati, e che sono le vere vittime di questa situazione, sono gli alunni e il loro diritto di apprendere.
A loro è sottratto l’aspetto fondamentale dell’imparare, il rapporto diretto nella relazione educativa con l’insegnante e nell’apprendimento cooperativo con i compagni (oltre al fatto di stare a scuola, un luogo di comunità, dove crescere come persone, anche nelle dinamiche un po’ contorte degli adolescenti …); in certi casi la didattica a distanza non riesce neppure a raggiungerli, perché mancano proprio gli strumenti, connettività e dispositivi.
Per la prima è attivo un sito dedicato https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/ e sono state anche avanzate una serie di proposte in un articolo del 30 marzo (vedi nella home page). Sono in corso anche iniziative #adotta uno studente o #per famiglie unite e connesse, grazie alle quali, in alcuni palazzi e condomini, chi è disponibile dà l’accesso alla propria rete wifi domestica a studenti che ne hanno bisogno.
Per i secondi stiamo provvedendo: grazie all’Amministrazione Comunale verranno consegnati a nostri studenti alcuni dei dispositivi raccolti con la campagna promossa dal Comune. La scuola stessa ha acquistato martedì 31 marzo, con i fondi comunicati dal Ministero domenica sera, 29 marzo, alcuni tablet la cui consegna da parte del fornitore è prevista per la prossima settimana. Una volta inventariati, saranno distribuiti, previa sottoscrizione di un contratto di comodato d’uso, agli studenti già identificati su segnalazione dei docenti. Le modalità di questa distribuzione verranno comunicate direttamente agli interessati, quando sarà il momento.
Ho scritto queste note su sollecitazione di un genitore, che mi ha invitato a farlo per rendere più chiare a tutti alcune dinamiche che altrimenti sfuggirebbero e non sono scontate. Spero che servano a rafforzare la nostra coesione e a raggiungere tutti insieme gli obiettivi comuni.
Stiamo insieme, la Tommaso Grossi c’è.
#la scuolanonsiferma#andràtuttobene


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